Il Legame Invincibile tra Noi e il Pianeta
Un viaggio nel legame profondo tra persona, comunità e pianeta
Un caloroso benvenuto nel mondo di Ecocene; un mondo fatto di comunicazione e interazione con tutti gli esseri viventi, fatto di ispirazione al miglioramento della propria persona e del proprio ambiente circostante; un mondo fatto di molecole e particelle, come anche di comunità ed ecosistemi; e in questa pagina approfondiremo molti dei contenuti del libro Ecocene e potremo dialogare su cosa vuol dire per noi come persone, società e specie. Buona lettura e ascolto.

Alza lo sguardo al cielo e alle fronde degli alberi, e pensa a questo - tutto ciò che è vivo respira la tua stessa aria; dai rami piegati dal vento alle gocce di pioggia che si posano sui tuoi abiti, fino a tutte le cellule che vibrano dentro di noi ed ogni creature appartiene ad un unico, ampio organismo chiamato Biosfera. Parliamo della somma del regni animali e vegetali, parliamo degli oceani e delle nuvole; la biosfera è la trama vivente che congiunge tutti i gesti di vita, come se fosse il respiro dinamico e costante del nostro pianeta.
Cerchiamo di immaginarla come qualcosa di sottile, come la buccia di una male, uno strato fine ma anche fragile che avvolge la Terra, e così facendo rende possibile tutte le forme di vita e di esistenza. Dunque il sole incontra l'acqua, il suolo nutre le radici e la foresta diventa ossigeno per i mari. Tutto circola, tutto si muove, tutto ritorna; inclusi noi. Infatti, anche se non ce ne accorgiamo, o ce ne siamo dimenticati anche noi umani siamo parte di questo costante dialogo tra tutto ciò che nasce e che si trasforma.
Tutte le volte che camminiamo, che guardiamo un panorama incantevole, che ispiriamo l'aria, diventiamo partecipanti della conversazione con il mondo. Quindi la biosfera non è qualcosa che sta al di fuori di noi, è un'estensione del nostro corpo, e comprenderla non vuol dire necessariamente studiarla, basta ricordarla, riconoscerla in tutte le foglie, in tutte le correnti, in tutti i pensieri ed i battiti del nostro cuore.
19 nov 2025 09:56
Un viaggio nel legame profondo tra persona, comunità e pianeta

Come trasformare la sostenibilità e la rigenerazione da competenze tecniche a veri modi di essere? Al giorno d'oggi queste materie vengono spesso insegnate come abilità pratiche, utilissime, ma pur sempre legate alla stessa logica di gestione della natura che ha contribuito all'odierna crisi climatica. L'idea è di proporre invece un passaggio verso valori, comportamenti e attitudini che possano trasformare come viviamo la nostra quotidianeità.
Questo vuol dire trasformare noi stessi e come viviamo il mondo, in una dimensione che tocca l'etica, la relazione con tutto ciò che vive, e l'esistenza stessa, sia come individui che come specie.
Gregory Bateson ci parlava della differenza tra assimilare informazioni e trasformare il nostro modo di imparare; ed il mio lavoro, come quello di tante altre figure professionali, si avvicina proprio a questo livello più profondo di trasformazione.
Ora sorge una domanda importantissima; come si coltivano le attitudini? semplice, attraverso esperienze prolungate, esempi viventi, il contatto diretto con il mondo naturale, e svolgere pratiche che si ripetono nel tempo; in questo modo le persone possono iniziare a sviluppare una nuova sensibilità, ed una nuova modalità di come appartenere al mondo.
Allora sostenibilità e rigenerazione diventano parte della nostra identità e della nostra vita quotidiana, ben oltre semplici strumenti tecnici.
Da qui nasce una domanda importante: come si coltivano le attitudini? Attraverso esperienze prolungate, esempi incarnati, contatto diretto con la natura e pratiche che si ripetono nel tempo, le persone iniziano a sviluppare una sensibilità nuova e un modo diverso di appartenere al mondo.
Così sostenibilità e rigenerazione diventano parte della nostra identità e della nostra quotidianità, e non soltanto strumenti tecnici. Questo è solo l’inizio, e le domande che ci poniamo stanno già aprendo nuove possibilità.

Oggi è la Giornata Mondiale Control la Violenza sulle Donne, ed è anche il momento per riflettere sul profondo legame tra la salute del pianeta e la dignità femminile, partendo dalla prospettiva fondamentale dell'ecofemminismo, la corrente nata nei turbolenti anni 70 che mette insieme la storia della Terra con la storia delle donne, e ci mostra come entrambe prosperano e fioriscono quando vivono in relazioni di rispetto, di cura e di reciprocità.
Le primissime voci ecofemministe, come Francoise d'Eaubonne, come Carolyn Merchant, Starhawk e Vandana Shiva, ci hanno mostrato come le culture patriarcali hanno modellato sia il controllo sui corpi femminili che l'uso estrattivo delle risorse naturali, indicandoci un'altra strada, che include l'ascolto, la cooperazione e l'attenzione per i sistemi viventi, aprendo un orizzonte dove il benessere umano cresce di pari passo al benessere degli ecosistemi.
Questa visione ha ispirato l'ecopsicologia, anch'essa riconosce come la nostra vita interiore di sviluppa all'interno della vita più ampia del pianeta, e come i processi di guarigione personali, sociali ed ecologici nascono dello stesso desiderio di appartenenza, e soprattutto di armonia.
In questa giornata accogliamo l'invito dell'ecofemminismo ad immaginare le nostre comunità radicate sulla dignità, sulle relazioni e sulla gentilezza, dove la forza delle donne da supporto alla Terra che a sua volta sostiene le donne.

Il "Mal di Vivere" è sempre più diffuso nelle cosiddette società sviluppate, e spesso questo trova le sue radici nei criteri su come definiamo il successo; ossia carriere crescenti, produttività continua, competizione costante, visibilità intesa come misura del valore. Questi sono criteri che consumano sia l'energia personale che relazionale, seguendo la stessa identica logica estrattiva che ha indebolito i nostri ecosistemi, creando un preoccupante parallelo tra il nostro esaurimento e quello delle risorse ambientali.
Ma quando il futuro inizia ad apparire incerto o fragile, allora questi modelli e criteri perdono di significato, e in molto iniziamo a sentire una crescente distanza tra la vita che ci viene proposta ed il mondo reale dove abitiamo. Quindi le ansie climatiche ed esistenziali nascono proprio da questo scarto, ed inizia a diventare sempre più difficile immaginare un percorso personale, proprio mentre il nostro pianeta ci chiede nuove forme di responsabilità.
Ed è proprio in questo contento che l'apprendimento e l'istruzione assumono un ruolo essenziale e vitale; infatti, un'istruzione centrala solo su performance, competizione preparazione ai mercati del lavoro ci insegna a riprodurre esattamente quelle logiche che generano malessere. Quando invece, un'istruzione ecologica offre criteri molto diversi di crescita, che si basano su interdipendenza, cura, appartenenza alle comunità umane e più-che-umane. Allora, apprendere diventa un percorso che ci da forza alla nostra capacità di immaginare futuri desiderabili, e di partecipare alla loro costruzione.
Da questi spunto nascono molte domande, ossia; come trasformare questi spunti in pratiche educative e abitudini quotidiane? quali nuovi riti di passaggio possono accompagnare le persone verso un senso più maturo di responsabilità e di relazione? quali forme di riconoscimento sociale possono celebrare sia la cura che il successo?
Dalla contemplazione di queste domande nasce un'idea di futuro dove il benessere del pianeta e quello personale vanno di pari passo, e si sostengono a vicenda, dove il successo viene misurato attraverso la qualità delle relazioni, la creatività condivisa e la capacità di contribuire ad un mondo migliore.