Dalla Dopamina alla Resilienza: Educare al Rapporto con il Rischio

Pubblicato il 26 dicembre 2025 alle ore 09:20

Gli umani hanno sviluppato una forte dipendenza neurologica dalla gratificazione immediata. In un presente segnato da incertezze e rischi percepiti, il corpo attiva risposte di stress, legate ad adrenalina e cortisolo, e per ritrovare l'equilibrio cerca piaceri rapidi tramite la dopamina e le endorfine. Questo ci spiega perchè davanti alla paura nasce in noi un bisogno immediato di conforto, distrazione e compensazione.

Allo stesso tempo, molti contenti educativi puntano ad una protezione elevatissima dei bambini e dei giovani, riducendo l'esposizione al rischio, giustamente aggiungerei. Questa è una scelta che nasce dal desiderio di sicurezza, ed impatta profondamente come il sistema nervoso apprende a gestire l'incertezza. Quando il pericolo viene evitato del tutto, viene meno la possibilità di conoscerlo, attraversarlo e sviluppare strategie personale per affrontarlo e superarlo.

Una possibile pedagogia ecologica propose un approccio diverso, capace di accompagnare le persone verso esperienze di rischio proporzionato ma significativo. Offrendo delle sfide guidate, contatto con il mondo naturale e responsabilità reali, allora diventa possibile imparare a riconoscere le proprie risorse interiori, a tollerare la frustrazione e a dare nuovi significati al fallimento, che diventa informazione e crescita.

In questo percorso il disagio viene attraversato e trasformato, favorendo autoregolazione e omeostasi. L'apprendimento allora diventa un processo che rafforza pazienza, fiducia e resilienza; qualità essenziali per vivere in un mondo complesso in continua trasformazione.

Educare al rischio in maniere consapevoli vuol dire preparare persone capaci di agire con responsabilità e di costruire rapporti più bilanciati con se e con la Terra.